Buon compleanno Aryna Sabalenka: paure, smorfie, sconfitte e vittorie di una tennista esagerata
Aryna Sabalenka raggiunge martedì 5 maggio il compleanno numero 28, essendo nata nel 1998; la numero due della classifica, Elena Rybakina, è più giovane di un anno e circa un mese, dal momento che festeggerà il genetliaco numero 27 il prossimo 17 giugno. Davvero non si può dire che l’ultimo decennio del secolo scorso sia stato avaro di soddisfazioni con le sue tenniste, forse per bilanciare la magra di successi dei protagonisti in campo maschile. Aryna ed Elena, vicine in classifica e così diverse caratterialmente: una chiassosa, patita del siparietto e delle smorfie, dei balletti e delle pose da vamp, l’altra taciturna e mai sopra le righe, quasi a disagio se deve riempire gli spazi social, gli stessi che sembrano non bastare mai alla Tigre di Minsk. La festeggiata odierna si avvicina al torneo di Roma, evento che non ha mai vinto e di cui ha disputato una sola finale, due anni or sono, vinta facilmente da Iga Swiatek, con diverse certezze che il suo ventottesimo anno di vita ha certamente contribuito a rafforzare. La campionessa bielorussa ha interamente trascorso il 2025 al vertice del ranking, ma come sappiamo le sconfitte nelle finali più importanti sono il ricordo che più è rimasto impresso nella mente degli appassionati, e sicuramente nella sua. Le finali maledette Sconfitte dure da digerire, e lei infatti non riesce a metabolizzarle immediatamente; in almeno un caso le sue dichiarazioni non sono nemmeno troppo simpatiche nei confronti di chi l’ha appena superata e alludono alla sua capacità di battersi da sola, di perdere i punti importanti. A Riad cede il titolo di Maestra proprio alla rivale kazaka nell’ennesimo scivolone ad alto livello, ma forse la seconda parte del suo anno, quella che va da gennaio fino ad oggi, segna un nuovo salto di qualità. Difficile immaginare un nuovo livello di eccellenza per chi è già numero uno indiscussa, ma Aryna, che pure inizia la stagione con una nuova caduta a Melbourne, protagonista ancora Rybakina, sa reagire in maniera sorprendente. Il Sunshine Double pieno, con rimonta drammatica a Indian Wells in finale su Elena e il bis due settimane dopo a Miami, ai danni di Coco Gauff, sembra appartenere a una nuova era della fuoriclasse di Minsk: quella della nuova consapevolezza per una tennista e una donna che pare aver tutto per dominare, e che pure troppe volte smarrisce i propri punti fermi. In questo aspetto non può non ricordare Martina Navratilova, leggenda del tennis anche lei dotata di strapotere fisico rispetto alle sue avversarie, della quale ancora si dice, nonostante i diciotto titoli major in singolare, che avrebbe potuto vincere di più se non avesse avvertito il mal di pancia della paura di vincere. È il destino dei grandi campioni quello di essere non di rado ricordati per le sconfitte ancora prime che per le vittorie: Martina lasciò 14 finali Slam, alcune rimaste nella memoria come Parigi ’85 con Chris Evert, o New York 1979 con Tracy Austin, o ancora le due sconfitte con Hana Mandlikova a New York nel 1985 e a Melbourne nel 1987. Sabalenka negli atti conclusivi del quadrilatero magico sta sul 4-4; una parità che forse offende le sue qualità complessive ma che è un dato di fatto, un limite che la determinazione con cui ha piegato al sue volere le due finaliste di Miami e Indian Wells ora intende spostare in avanti. I prossimi appuntamenti “Elena è stata più coraggiosa di me, io non controllo le mie emozioni” – dice Aryna al termine della finale delle WTA Finals, “La finale più brutta che ho giocato, ha vinto lei perché ho fatto tutti quegli errori” – racconta dopo la debacle di Parigi con Coco Gauff. Simpatica e antipatica. Lei prova ad immaginare un doppio con Novak Djokovic e lo scorso dicembre aderisce alla nuova edizione della Battaglia dei Sessi con Nick Kyrgios, un altro social-addicted. La sfida con Nick a Dubai viene criticata da tutti, persino da Billie Jean King, sia pure in maniera discreta: Aryna del resto non sa resistere, non può non buttarsi se fiuta l’evento o la frase a effetto, il titolone e la posa magari di dubbio gusto ma che produce interazioni, like o dislike, che ti lanciano come star dei reel online. Confronto con le rivali La sua abilità naturale nel manipolare queste variabili forse non disturba la sua intensità di gioco, ma a dispetto del suo dominio in classifica il suo record di vittorie major è decisamente inferiore a quello della mite Iga Swiatek, che ha perso di vista da tempo la vetta del ranking ma che, più giovane di tre anni rispetto alla Tigre, ha un eloquente 6-0 nelle finali Slam, con successi su tutte e tre le superfici. Un ritardo importante, soprattutto se consideriamo che le quattro corone della bielorussa sono arrivate tutte sulla superficie dura, un dato piuttosto limitante per la regina del computer. Ed è proprio da questo muro di cemento che la neo-ventottenne deve ripartire, per dimostrare di saper andare oltre, vincendo anche sul rosso, superficie dove ha alzato il trofeo solo tre volte, tutte sul clay d’altura di Madrid, e sul verde, dove a oggi ha assommato solo due finali, a Eastbourne e a ‘s-Hertogenbosh. I segnali primaverili ci hanno detto della sua rinnovata capacità di lottare e di andare oltre le sue angosce, Roma, Parigi e Wimbledon sono i tre appuntamenti che ci diranno di più in merito a tale capacità. Torna vincitrice Aryna, è l’augurio per il tuo compleanno. ...